sabato 1 agosto 2015

Nuova Renault Koleos

Nuova Renault "Koleos": ecco la SUV che nascerà su base X-Trail 

I nostri fotografi hanno "beccato" per la prima volta la nuova Renault "Koleos". Il nome non è detto che rimanga invariato ma una cosa è certa: nascerà sullo "scheletro" della Nissan X-Trail


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nuova renault koleos (3)nuova renault koleos (5)nuova renault koleos (4)nuova renault koleos (6)Notizie correlate

La Casa della Losanga ha da poco lanciato la Kadjar, SUV di medie dimensioni che condivide piattaforma e diverse componenti con la Nissan Qashqai. I francesi però ora sono intenzionati a replicare il copione anche perrimpiazzare la Koleos, dopo sette di anni di lunga carriera.

La futura SUV media Renault infatti sarà basata sulla Nissan X-Trail di nuova generazione. La Koleos di seconda generazione – anche se il nome non è detto che rimanga invariato – ricalcherà con ogni probabilità anche la gamma motorizzazioni della sorella giapponese.

Sotto al cofano quindi dovremmo trovareil diesel da 130 CV affiancato dal benzina da 163 CV. In ogni caso lo stile, come avvenuto per la Kadjar, sarà completamente diverso rispetto a quello della parente stretta.

La nuova Koleos, beccata per la prima volta dai nostri fotografi, riprenderà il family feeling inaugurato dal nuovo capo del design Laurens Van Der Acker, con la grande Losanga centrale, linee sinuose e gruppi ottici eleborati.

La nuova Koleos dovrebbe debuttare l'anno prossimo al Salone di Ginevra, mentre i prezzi dovrebbero essere allineati a quelli della X-Trail.

Addio alle truffe

Assicurazioni, arriva l'Archivio Integrato Antifrode: addio alle truffe? 

Entra in vigore il decreto interministeriale che istituisce l'Archivio informatico Integrato Antifrode (Aia), pensato per arginare il fenomeno delle truffe sulle assicurazioni


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  • RC Auto: attestato di rischio cartaceo addio Sono giorni caldi non solo per i milioni di Italiani che si sono potuti concedere una vacanza, ma anche per il mondo delle assicurazioni. Proprio in questi ore infatti entra in vigore il decreto interministeriale che istituisce l'Archivio informatico Integrato Antifrode (Aia), gestito dall'Ivass. Secondo le intezioni dei promotori, sarà uno strumento funzionale alla prevenzione e al contrasto delle frodi assicurative nel settore della responsabilità civile autoveicoli. Ma vediamo come funziona.

Sulla base delle informazioni che vi confluiscono, l'Aia elabora, per ciascun sinistro r.c. auto, un indicatore di potenziale rischio di frode. In questa prima fase, confluiscono nell'Archivio le informazioni contenute nelle seguenti banche dati: Banca dati sinistri, Anagrafe testimoni e Anagrafe danneggiati, Banca dati dei contrassegni assicurativi, Archivio nazionale dei veicoli, Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, Pubblico Registro Automobilistico e Ruolo dei periti assicurativi.
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L'Aia dovrebbe contribuire a ridurre drasticamente il fenomeno delle truffe assicurative

In un secondo momento, confluiranno nell'Archivio altre basi dati che renderanno disponibili informazioni riferite prevalentemente ai soggetti coinvolti direttamente o indirettamente nei sinistri, cosìampliando la base informativa su cui elaborare l'indicatore di potenziale rischio di frode.

In prospettiva, saranno sviluppate apposite funzionalità per il monitoraggio da parte di Ivass dell'attività antifrode svolta dalle imprese di assicurazione. Insomma, c'è da sperare che, finalmente, si sia compiuto il primo passo verso una riduzione drastica delle truffe, che affliggono ormai da tempo immemore il mondo assicurativo italiano.

La Audi TT Cup

Aksel Lund Svindal: «La Audi TT Cup ti fa girare la testa» 

Aksel Lund Svindal, sciatore norvegese medaglia d'oro alle Olimpiadi di Vancouver, ci racconta la sfida di diventare pilota per un weekend, nella Audi Sport TT Cup, a Zeltweg.

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Lo sciatore norvegese Aksel Lund Svindal, medaglia d'oro nel Super G alle Olimpiadi di Vancouver, è sicuramente abituato a sfrecciare con gli sci ai piedi. Con la complicità di Audi, questo weekend a Zeltweg per la prima volta è alle prese con una velocità diversa, quella di una vettura da corsa. In pista, nel fine settimana di gara austriaco della Audi Sport TT Cup, ci sono anche due suoi colleghi, Felix Neureuther e Marcel Hirscher. Lo abbiamo incontrato al Red Bull Ring per farci raccontare le sue sensazioni al volante della Audi TT Cup.

Questa è la prima volta che ti trovi a disputare una gara automobilistica, vero?
«Sì, è la mia prima volta che mi trovo a sedere al volante di una vettura da corsa. È una sensazione fantastica, ma allo stesso tempo è decisamente difficile. Non sei solo in pista; ci sono tante altre macchine, e ci sono un sacco di fattori a cui prestare attenzione. Su un’auto come questa, tutto è molto preciso: bisogna trovare il giusto punto di frenata, curvare in modo appropriato. Quando ci si trova per la prima volta a guidare una vettura del genere, c’è molto a cui pensare. Ti gira la testa mentre sei al volante».
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Aksel Lund Svindal, sciatore norvegese medaglia d'oro alle Olimpiadi di Vancouver nel 2010, posa con una TT Cup

Per essere alla prima esperienza, il tuo passo è decisamente buono...
«Sono quattro secondi indietro rispetto al migliore in pista. Credo che, con un po’ di pratica, questi quattro secondi potrebbero essere ridotti a due velocemente. Limare quegli ultimi secondi, come in ogni sport, diventa poi difficile. Credo che abbiamo svolto un buon lavoro: abbiamo sfrutttato la mezz’ora di prove libere e ora ci aspetta la gara. Finora non ho distrutto nessuna vettura, e non sembro dei totali incompetenti, per cui il bilancio è positivo».

È difficile per te non essere davanti a tutti, vero?
«La cosa importante, qualsiasi cosa tu faccia, sia che tu sia uno sportivo, un professionista del fitness, o un’artista, è fare pratica. Io posseggo alcune auto d’epoca, e mi piacciono molto le macchine, e venire qui a Zeltweg per guidare una vera vettura da corsa, è divertentissimo a prescindere dal risultato. Si tratta di un’opportuntà che la maggior parte delle persone non ha».

Che auto possiedi?
«Ho una Porsche 911 del 1970, una Volkswagen-Porsche 914 del 1970, e un pick-up Chevrolet del 1972. Per ora ho solo queste, ma vorrei diventare un collezionista. Ho intenzione di acquistare la prima Audi Quattro il mese prossimo, e vorrei restaurarla completamente».

Molte persone pensano gli sciatori preferiscano i rally. Quanto c’è di vero in questa affermazione?
«Il modo in cui guidi qui è molto pulito, per andare più veloce, mentre nei rally hai la possibiliità di guidare in modo più libero. Anche nel nostro sport la linea più pulita è quella più veloce. In Scandinavia, però, i rally sono molto popolari, ci sono molti piloti di rally. C’è una cultura dei rally in Scandinavia. Credo però che l’automobilismo su pista sia più facile da capire rispetto ai rally».
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Svindal posa scherzosamente con Felix Neureuther, anch'egli impegnato nella Audi Sport TT Cup questo weekend

Come descriveresti la sensazione di guidare ad alta velocità?
«È incredibile. Non tanto mentre spingo l’acceleratore, quanto mentre mi avvicino al punto di frenata, perché sai che devi farlo in modo corretto, altrimenti sei fuori. Quando acceleri, è più facile guardare avanti, mentre quando freni guardi a ciò che è vicino. Ci sono un paio di punti della pista in cui è facile accorgersi della velocità. Nei primi due rettilinei, e in particolare quello in discesa. In quel frangente mi viene voglia di frenare prima, perché mi sembra di viaggiare ad una velocità troppo alta. Ma siamo qui per correre, e bisogna provarci».

Cosa pensi dell’impegno di Audi nel dare vita ad un campionato monomarca come questo?
«La cosa che mi ha colpito di più della TT Cup è l’organizzazione estremamente professionale da parte di Audi. La hospitality è eccezionale, e le macchine sono incredibili.  Parlando con altri piloti, mi hanno confermato la bontà di queste vetture a livello prestazionale. In altri casi, si tratta di auto da strada che vengono modificate per la pista; qui, invece, abbiamo tra le mani una vera auto da corsa. I meccanici ai box, inoltre, sono estremamente professionali. Avere la possibilità di gareggiare in un ambiente come questo è sicuramente importante e formativo anche per i giovani piloti che militano in questo campionato. Hanno davanti una lunga gavetta, ma qui possono vivere in prima persona un’esperienza professionale, con una vettura ottima. È un’ottima motivazione per continuare a spingere».